libr Storico - Grand Hotel Des Iles Borromees

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GRAND HOTEL
ET DES ILES BORROMEES
1861
STRESA
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LA STORIA
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THE HISTORY
L'HISTOIRE
DIE GESCHICHTE
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STRESA: LA STORIA DI UN CENTRO TURISTICO D’ELITE
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Non si può apprezzare un albergo illustre e di fama internazionale come il Grand Hôtel
et des Iles Borromées senza conoscere la sua storia e naturalmente anche le vicende di Stresa.
Scriveva nel 1850 Goffredo Casalis nel suo Dizionario geografico storico statistico
commerciale degli stati di S. M. il Re di Sardegna, alla voce “Stresa”, che fino al XV
secolo il borgo era rimasto entro gli originari confini della collina e che l'espansione
«verso le sponde del lago ebbe luogo gradatamente dopo quell'epoca, e dalla semplice ispezione de' fabbricati lungo la pubblica sponda del Sempione [la strada voluta da Napoleone], si scorge che la più parte di essi sono di costruzione recente».
Proprio la realizzazione della litoranea del Sempione, terminata nel 1807, segnò la fortuna della cittadina. Fino a quel momento, la sponda nordoccidentale del Verbano era
un luogo difficilmente raggiungibile: i paesi in riva al lago, infatti, erano costretti a un
isolamento forzato a causa dei precari collegamenti stradali e lacustri. Le imbarcazioni alzavano vele latine e dovevano attendere, per navigare, il vento a favore, condizione non sempre presente.
In questa situazione di vie di comunicazione precarie Stresa era quindi, come molti
altri paesi della zona, un borgo di poche case, con un'economia autonoma, con gli
abitanti impegnati in attività lavorative che andavano dall'agricoltura di sostentamento,
limitata a piccoli appezzamenti di terra, alla pesca (nel 1850 erano sette i battelli della
flotta da pesca stresiana) e a un artigianato votato non tanto alla commercializzazione
dei prodotti quanto all'autosufficienza.
Nel 1814 Carlo Amoretti, nel suo Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano
e di Como, e nei monti che li circondano, di Stresa dice solo che «è nota ai viaggiatori per la villa Bolongari [sic] ». Al di là dell’errore nel riportare il nome della Villa (Villa
Bolongaro), primo edificio di un certo pregio che aprirà la strada alla successiva
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1. Cartina del lago Maggiore tratta da Stresa. Lac Majeur (Italie).
Guide Spécial. Souvenir de l'Hôtel des Iles Borromées di A.Omarini
del 1872.
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costruzione di molti altri, è degno di rilievo il fatto che si parli finalmente di viaggiatori,
che cominciavano timidamente ad arrivare nel piccolo paese, grazie all'apertura della
già citata strada del Sempione. Chi giungeva a Stresa non poteva evitare di rimanere
incantato da un paesaggio che ancora oggi, grazie all'invidiabile posizione geografica,
resta sicuramente il più affascinante di tutto il lago Maggiore. Il panorama che si gode
spazia dalla punta della Castagnola di Pallanza fino al golfo di Laveno, a cui fa da
corona l'imponente profilo del Sasso del Ferro. Al centro le isole Borromee, piccoli
gioielli, appaiono tra le onde. La cinquecentesca villa dell'isola Madre con giardino,
voluta da Lancellotto Borromeo, e sull'isola Bella il palazzo secentesco con maestoso giardino a terrazze digradanti sono ancora oggi il vanto della zona e un caso unico
nella storia dell'architettura italiana. L'idea di Carlo III Borromeo era di trasformare l'isola Bella in «un fantastico vascello fiorito, fermo sulle acque del lago». Alzando lo
sguardo sopra la distesa azzurra si possono contemplare catene di monti che spaziano da quelli dell'Ossola al massiccio del Pedun, dallo Zeda al Limidario, fino ai remoti ghiacciai dell'Adula. Se l'apertura della via del Sempione iniziava a favorire un certo
passaggio di viaggiatori stranieri, nel 1826 si registrava un altro importante avvenimento storico, determinante per lo sviluppo turistico del lago: il primo battello a vapore iniziava a solcare la acque del Verbano. Era un'imbarcazione che impiegava da
Locarno ad Arona sei ore, viaggiando a una velocità avveniristica per quei tempi.
Nonostante il battello non toccasse direttamente i paesi (vi sostava solo al largo per
scaricare sulle imbarcazioni che vi si accostavano i passeggeri, la posta e le merci),
la sua entrata in funzione diede un notevole impulso al traffico di genti e cose. Nel
1855 fu la volta del treno: la linea ferroviaria da Torino e Genova veniva a far capo ad
Arona, congiungendosi con la strada del Sempione. Stresa iniziava a uscire dal suo
isolamento e chi vi arrivava o vi passava aveva modo di scoprire e di godere delle sue
bellezze paesaggistiche e del suo clima salubre.
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2. Una stampa d'epoca che ritrae Stresa negli anni settanta dell'Ottocento.
3. Palazzo Borromeo in un' incisione tratta dall'opera Provincia di Novara
di Gustavo Strafforello del 1891.
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4. Manifesto d'epoca del Grand Hôtel et des Iles Borromées.
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Nel 1857 la duchessa di Genova acquistò la settecentesca villa Bolongaro (dove
aveva trascorso gli ultimi anni di vita il filosofo Antonio Rosmini) e dei soggiorni stresiani anche la piccola figlia Margherita, futura regina d'Italia, avrebbe sempre serbato
il ricordo. Lentamente andava cominciando, da parte della nobiltà e soprattutto della
nascente borghesia capitalistica di area milanese, la costruzione di diverse ville. Si
affermava così una concezione di villeggiatura non più legata, come nel secolo precedente, alle dimore di campagna e alla conduzione di eventuali fondi agricoli, ma
autonoma e volta a un semplice godimento della natura e del paesaggio.
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5. Cartolina illustrata che mostra la comparsa delle prime autovetture sul lungolago di Stresa.
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LA DINASTIA DEGLI OMARINI
E L A N A S C I TA D I U N G R A N D E A L B E R G O
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I battelli fino al 1860 passavano al largo di Stresa senza sostarvi, per fare invece tappa
alle isole Borromee. Da maggio a ottobre, in particolare, i natanti si fermavano all'isola Bella. Qualcuno tra i più lungimiranti operatori della nascente industria turistica comprese che il futuro era sulla costa: costruire davanti alle isole un grande albergo che
offrisse una vista impareggiabile e fosse capace di ospitare un gran numero di villeggianti, stabilendo un naturale complemento alle isole, era un progetto votato al successo. A scorgere tale opportunità fu una dinastia di albergatori dell'isola Bella, gli
Omarini. Titolari sull'isola dell'Albergo del Delfino, luogo citato da Stendhal nelle sue
guide italiane, e da Fogazzaro nel romanzo Piccolo Mondo Antico, i membri di questa
famiglia avevano già lavorato nel medesimo settore in molti paesi stranieri e in alcune
città italiane. Forti dell'esperienza accumulata, compresero che il futuro era dalla loro parte.
Il continuo sviluppo dei mezzi di comunicazione non poteva che favorire un maggior
afflusso di visitatori e rendere sempre più semplici i collegamenti tra le isole e la terraferma. I cinque fratelli Omarini erano Carlo, il primogenito, guida della famiglia, rimasta presto orfana del padre; Giovanni, decorato per avere guidato Nino Bixio all'assalto di Laveno nella guerra d'indipendenza del 1859; Antonio, proprietario di un altro
storico albergo stresiano, il Beau-Sejour; Luigi e Giuseppe, già cuochi in Germania, in
Inghilterra e a Firenze.
I cinque fratelli, dopo avere acquistato il terreno adatto alla costruzione, diedero inizio ai lavori per realizzare un albergo che offrisse un'accoglienza all'altezza degli standard europei dell'epoca. Era il 1861, l'anno che salutava la nascita del Regno d'Italia.
Su disegno dell'architetto Antonio Polli sorgeva un edificio di prestigio che faceva di
Stresa un centro turistico di primaria importanza. Nel 1863 il Grand Hôtel et des Iles
Borromées ospitava i primi villeggianti. Una litografia marcata “Stabilimento Colombi di
Bellinzona”, frutto forse in parte della fantasia e datata attorno al 1862 (attualmente
conservata al Museo del Paesaggio di Verbania), mostra un fabbricato a tre piani con
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6. Il giardino all'italiana sull'isola Bella in un'incisione pubblicata da Gustavo Strafforello nel 1891.
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7. Litografia del 1862 conservata al Museo del Paesaggio di Verbania.
8. Una rara foto dell'hôtel scattata intorno al 1870.
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due terrazze sui lati. Ma già nel 1868 l'edificio veniva ingrandito con la costruzione di
una nuova ala. Altre due immagini a colori, datate rispettivamente 1868 e 1884 e conservate anch'esse al Museo del Paesaggio di Verbania, mostrano i cambiamenti avvenuti negli anni.
L'hôtel era inizialmente gestito dagli Omarini e da Giorgio Seyschab, un abile operatore del settore che i cinque fratelli avevano conosciuto a Firenze, dove svolgeva la
funzione di segretario di albergo, e che nel 1870 avrebbe fondato in proprio un hôtel
a Pallanza. In quegli anni il nome del Grand Hôtel et des Iles Borromées cominciava
a essere segnalato su diverse guide turistiche italiane e straniere. A frequentare l'albergo erano turisti provenienti da tutta Europa, inglesi in gran parte, ma anche rappresentanti della nobiltà tedesca, slava, francese. Accanto agli aristocratici non mancavano tuttavia gli esponenti del mondo industriale o finanziario.
L'incisione fatta con un diamante da una nobildonna russa sui vetri di una delle finestre dell'albergo in un malinconico giorno di pioggia testimonia l'atmosfera romantica
che si respirava nelle sale dell'albergo: «Alexandra, Grande Duchesse de toutes le
Russies, née duchesse de Saxe, 1870 - 14-26 giugno».
A riprova della capacità imprenditoriale dei gestori va segnalato il cadeau che nel
1872 venne stampato e offerto agli ospiti, una piccola guida di sessanta pagine, scritta in francese da Antonio Omarini. Il libretto, sulla cui copertina era stampato «Stresa
- Lac Majeur - (Italie)*** Souvenir de l'Hôtel des Iles Borromées», segnalava ed evidenziava le particolarità non solo della struttura alberghiera ma anche le attrattive dei luoghi a essa circostanti, obbedendo a una concezione di promozione turistica che si
sarebbe sviluppata soltanto in anni più vicini ai nostri e che privilegiava l'aspetto legato al binomio albergo-territorio. La guida, arricchita di cartine geografiche e pittoresche vedute, segnalava per esempio che all'interno dell'hôtel aveva sede l'ufficio
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telegrafico pubblico, oltre che l'ufficio delle diligenze svizzere preposte al valico del
Sempione, diligenze a due, tre e quattro cavalli, come veniva meticolosamente precisato. Altra curiosità segnalata era che il Des Iles poteva fornire buone guide oltre che
asini e muli a chi avesse voluto cimentarsi in passeggiate in montagna. La vicinanza
del Mottarone con lo splendido panorama visibile dalla sua cima cominciava a essere infatti una delle attrattive che Stresa offriva a coloro che soggiornavano in riva al
lago. L'albergo nel 1884 si era intanto dotato di campi da gioco per il lawn-tennis e
per il croquet, segni di una clientela sempre più raffinata ed esigente. L'avvenimento
storico decisivo, quello destinato a dare il definitivo impulso al movimento turistico
stresiano e a lanciare il nome della cittadina in tutto il continente europeo, fu la realizzazione della linea ferroviaria del Sempione avvenuta nel 1906. Il 19 maggio 1906 il
traforo era ufficialmente inaugurato; il 1° giugno entrava in funzione la ferrovia, mentre
la seconda galleria venne completata nel 1921. Tutti i treni internazionali ora sostavano a Stresa. Il sistema di comunicazioni di lusso che si avvaleva di treni ormai divenuti mitici, come l'Orient Express o il Peninsular Express (la Valigia delle Indie), fece convergere a Stresa un turismo chiaramente di élite.
Gli Omarini avevano fortemente creduto e sostenuto la realizzazione del traforo del
Sempione; il 16 marzo 1884 al Grand Hôtel et des Iles Borromées si tenne una riunione per “appoggiare” la costruzione di una linea ferroviaria che congiungesse l'Italia
all'Europa e il documento che venne redatto in quell'occasione portava anche le firme
dei padroni dell'albergo. Il 29 dicembre 1904 la Commissione di Collaudo della tratta
ferroviaria Arona-Domodossola si ritrovò all'hôtel per una colazione offerta dai proprietari, che festeggiarono l'apertura del traforo organizzando numerosi pranzi e cene.
Il 18 settembre 1906 le onoranze ai benemeriti del traforo del Sempione ebbero
luogo nel salone del Des Iles Borromées.
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9. Una fotografia storica, datata ai primi anni del Novecento.
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Intanto la clientela dell'albergo andava costantemente aumentando e si rendevano
necessarie nuove modifiche all'edificio. Nel 1908 si ingrandiva la veranda, mentre fra
il 1911 e il 1912 si procedette alla soprelevazione di tre piani. I lavori vennero realizzati sotto la guida dello stresiano Vasco Capucci. Altri lavori interessanti l'intero fabbricato furono realizzati nel 1922 (dopo l'acquisto dell'immobile, nel 1913, da parte
della Ciga, l'ormai disciolta catena italiana di alberghi di lusso).
Il nucleo fondatore della famiglia Omarini aveva lasciato gli affari e l'azienda comprendeva ormai tre hôtel in Cadore, uno a Palermo e due a Stresa, che insieme formavano l'Union des Grands Hôtels. A dirigere il Grand Hôtel et des Iles Borromées
era Romeo Omarini, figlio di Giovanni, mentre amministratore era Luigi Maria, figlio di
Giuseppe. La pubblicità dell'epoca descriveva così l'hôtel: «Di primissimo ordine - il
più vicino alle isole Borromee. Immenso parco e giardino con Tennis e Croquet Registrazione di bagagli - Due Ascensori - Riscaldamento Centrale - Autogarage Sport - Eleganza - Finezza - Lusso - Appartamenti con bagno - grandioso Vestibolo Restaurant Francese - Bar Americano - Orchestra».
Dopo la Grande Guerra l'Europa tornava a vivere e anche il turismo riprendeva lentamente. Gli anni venti registrarono una netta ascesa e il nome del Grand Hôtel et des
Iles Borromées divenne sinonimo di mondanità. Nell'albergo soggiornarono i reali
d'Italia e al personaggio della regina Elena è legato l'aneddoto della particolare miscela di caffè che la sovrana voleva le fosse servita alle tre del mattino, prima di recarsi
a pescare. L'albergo fu anche teatro di avvenimenti prestigiosi e di fama internazionale, come la Conferenza di Stresa del 1935, ma con lo scoppio del secondo conflitto
mondiale l'attività, pur non subendo interruzioni sotto la guida del direttore Barattini,
accusò forti contraccolpi.
Occupato prima dalle truppe tedesche e poi da quelle americane, l'edificio fu trasformato anche in convalescenziario militare. Dopo una breve parentesi tra il 1945 e
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il 1946 come sede dell'effimero Casinò Municipale, il Des Iles tornava a vivere riacquistando in breve tempo il primato turistico che conserva tuttora.
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10. Particolare di un'inserzione tratta dal giornale d'informazione turistica “Thermes “.
11. Gruppo di famiglia della seconda generazione degli Omarini: da sinistra, Arturo, Luigi Maria e Romeo.
12. Lettera del 1912 firmata da Romeo Omarini sull'ultimazione dei lavori di ristrutturazione.
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IL LIBRO D’ORO DEGLI OSPITI ILLUSTRI
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Il modo migliore per entrare nel gioco di fascino e magia che il Grand Hôtel et des Iles
Borromées nasconde in sé è sfogliare attentamente l'elenco degli ospiti passati nei
135 anni della sua storia. Purtroppo le vicissitudini storiche, due guerre mondiali e non
ultimo uno straripamento del lago, con conseguente inondazione dell'albergo, hanno
parzialmente distrutto il vasto archivio riguardante la struttura turistica.
Fin dai primi decenni di attività gli ospiti di alto rango erano la norma per l'albergo:
Leopoldo II re del Belgio, il celebre presidente della repubblica francese Leon
Gambetta, re Carlo di Lussemburgo, il re di Svezia Oscar II, il maharaja di Burdevan
del Bengala, i finanzieri americani Vanderbilt, Carnegie, Rockefeller, Morgan. Accanto
a loro anche personaggi della cultura e dello spettacolo come Gabriele D'Annunzio ed
Eleonora Duse o il premio Nobel George Bernard Shaw. Sfogliare il libro delle firme
significa sorprendersi continuamente: nella stessa pagina troviamo per esempio la
firma del barone Rothschild, di origini ebraiche, e quella di Benito Mussolini. Il libro
possiede poi dei veri e propri tesori, come un disegno di Renato Guttuso del 1985. Il
pittore, al momento di firmare il registro, guardò uno dei fiori spuntati in giardino vicino a una finestra e lo disegnò; poi, come ricorda ancora qualche cameriere, prese del
polline e iniziò a colorare lo schizzo. Scorrendo le pagine ci si imbatte in uno strano
Pegaso alato disegnato dal premio Nobel John Steinbeck nel giugno del 1952, nella
firma di Clark Gable, nella dedica di Ernest Hemingway, che tra parentesi si definisce
«un vecchio cliente», e in quella di Archibald Cronin. Suscita tenerezza la grafia tremolante di un cliente di origine greca, tornato nel 1993 all'Hôtel des Iles Borromées
a settant'anni dal primo soggiorno. Il capitolo ospiti famosi è immenso: negli anni cinquanta soggiornarono la principessa Margaret d'Inghilterra, l'attore David Niven e lady
Nora Rocker... La tradizione dei personaggi famosi continua ancora oggi: lo testimonia il registro delle firme, sempre più ricco.
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13. Disegno di Renato Guttuso nel libro d'oro del Grand Hotel Des Iles Borromées.
14. Firme di ospiti illustri: dall'alto, Steinbeck, Hemingway e Clark Gable.
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15. Il libro d'oro dell'albergo con le firme degli ospiti.
16. Lo scrittore premio Nobel Ernest Hemingway al bar.
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17-18. Ospiti illustri calcarono, in tempi diversi, il campo da tennis e il minigolf.
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LA CONFERENZA DI STRESA
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Stresa negli anni trenta fu protagonista di due avvenimenti decisivi per la storia europea. Si trattò di due importanti e attese conferenze internazionali che purtroppo non
riuscirono a scongiurare lo scoppio della seconda guerra mondiale. La prima, svoltasi dal 5 al 20 settembre 1932, fu presieduta dal francese Georges Bonnet e vide la
partecipazione dei rappresentanti di quindici stati. Scopo della riunione era promuovere la sistemazione economica e finanziaria dell'Europa centrale e orientale.
Nonostante gli sforzi diplomatici, la conferenza non riuscì a produrre risultati concreti.
Di ancor maggior importanza fu la conferenza tenutasi dall'11 al 14 aprile 1935, che
vide la partecipazione dei primi ministri d'Italia, Francia, Inghilterra, ovvero Mussolini,
Laval e McDonald. Scopo dell'incontro era riaffermare lo spirito del trattato di Locarno
e stabilire un fronte comune nei confronti della Germania nazista.
Mentre gli incontri diplomatici ebbero luogo nel salone della Musica di palazzo
Borromeo, sull'isola Bella, i partecipanti e le varie delegazioni alloggiarono all'Hôtel
des Iles Borromées, come testimoniano le firme sul libro degli ospiti.
L'albergo in quei giorni fu al centro dell'attenzione mondiale, e numerose sono le
foto comparse sui giornali di vari paesi che raffigurano l'edificio.
19. L'esterno dell'albergo tra le due guerre con il nome italiano sulla targa.
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I L G R A N D H O T E L N E L L A L E T T E R AT U R A
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Molti sono gli scrittori italiani e stranieri che hanno citato nelle loro pagine il Grand
Hôtel et des Iles Borromées o che ne hanno semplicemente preso spunto per l'ambientazione delle loro opere. Se già una novella di Giuseppe Giacosa si svolgeva nell'atmosfera dell'hôtel stresiano, il primo a citare direttamente il nome dell'albergo fu
René Tardiveau detto Boylesve, accademico di Francia che nel 1898 pubblicò il
romanzo Le parfum des Iles Borromées. Il letterato transalpino, nato nel 1867 e scomparso nel 1926, aveva soggiornato a lungo all'Hôtel des Iles Borromées nell'ultimo
decennio dell'Ottocento e la pubblicazione del suo libro servì all'albergo per farsi
conoscere meglio presso il pubblico francese.
Il più celebre romanzo che parla dell'hôtel è però Addio alle armi del premio Nobel
statunitense Ernest Hemingway, pubblicato nel 1929. È a Stresa, infatti, che i due
amanti del libro, Frederick e Catherine, passano i giorni più felici, prima del tragico
epilogo finale. Dopo un breve soggiorno di una settimana nel 1918, durante la convalescenza seguita alla ferita di guerra rimediata sul Piave, Hemingway ritornò a Stresa
nel 1927, nel 1948 e poi ancora negli anni cinquanta. Alloggiava sempre al Des Iles
nella camera numero 106, che oggi fa parte della splendida suite a lui dedicata, al
primo piano e in posizione centrale, con un terrazzo affacciato sul golfo Borromeo. Del
grande scrittore americano restano alcune celebri foto che lo immortalano al bar dell'albergo e in barca sul lago con alle spalle la maestosa sagoma del Grand Hôtel et
des Iles Borromées. Nel settembre del 1918 il Verbano apparve così al romanziere
americano: «Le nuvole erano basse sul lago ma doveva essere bellissimo con il sole».
L'albergo viene invece così citato nel romanzo: «Il Grand Hôtel et des Iles Borromées
era aperto e lo erano anche altri numerosi alberghetti che non chiudevano mai. Mi
avviai nella pioggia verso il Des Iles Borromées portando la valigia. Vidi una carrozza
che scendeva lungo la strada e feci un cenno al vetturino.
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20. Cartolina illustrata molto diffusa, con una curiosa prospettiva.
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Era meglio arrivare in carrozza. Raggiungemmo l'entrata del grande albergo, il portiere uscì con un ombrello e fu molto gentile. Stavo aspettando mia moglie, dissi.
C'era un grande letto a due piazze, un letto matrimoniale con un copriletto di raso.
L'albergo era molto lussuoso. Percorsi i lunghi corridoi, scesi le ampie scale, attraversai i saloni fino al bar. Conoscevo il barman e mi sedetti su un alto sgabello e mangiai mandorle salate e patatine. Il Martini era fresco e pulito».
Ma lo storico albergo è descritto anche in un romanzo italiano di grande successo,
trasposto anche per il grande schermo, La stanza del Vescovo di Piero Chiara,
ambientato nel 1946: «Al tramonto, dopo aver toccato una dopo l'altra l'isola Bella e
l'isola dei Pescatori, andammo a dar fondo nel porto di Stresa. Era la serata di addio
per Germaine che tornava a Berna, e bisognò solennizzarla con un pranzo al ristorante, dopo aver prenotato da gran signori due camere matrimoniali all'Hôtel des Iles
Borromées. Il giorno dopo, verso le dieci eravamo alla stazione. Germaine non finiva
più di rimpiangere il suo breve soggiorno a Stresa e la camera dove aveva passato la
notte. “Stamattina”, diceva, “quando ho aperto la finestra del balcone e ho visto il lago
color madreperla con le isole immerse nella bruma che prendevano forma lentamente, come in un acquerello cinese o giapponese, mi pareva un sogno”».
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21. Ernest Hemingway a pesca davanti all'albergo, dove soggiornò fin dagli anni
della Grande Guerra.
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22. La copertina di Le parfum des Iles Borromées di René Boylesve
nell'edizione donata all'hôtel da Michel Précoul, un affezionato cliente.
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23. Un vecchio scorcio di Stresa in una cartolina di inizio Novecento.
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IL GRAND HOTEL DES ILES BORROMEES OGGI
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La storia del Grand Hotel Borromées è lontana dall'essere arrivata ad un punto fermo:
nel 1990 l'albergo è stato venduto da CIGA (la storica e ormai disciolta Compagnia
Italiana Grandi Alberghi) alla SIALM (Società Italiana Alberghi Lago Maggiore). La
nuova proprietà si è imposta sin dall'inizio una completa ristrutturazione di tutto il complesso alberghiero e il potenziamento del famoso Centro Benessere annesso alla
struttura. Anno dopo anno, sono stati restaurati i locali pubblici, riarredati camere,
bagni e le numerose sale riunioni.
L'hotel vanta il blasone di “Locale storico d'Italia” e, nonostante l'importanza degli
interventi, grandi sforzi sono stati fatti per preservare appieno lo spirito architettonico
dell'epoca pur integrando tutte le moderne soluzioni necessarie a rendere più confortevole la permanenza dei moderni viaggiatori. La ristrutturazione dei corridoi ai piani
superiori é stata occasione per allestire delle gallerie a tema, ispirate ai periodi storici
italiani, spaziando dal rinascimento fiorentino -al primo piano- alle vestigia pompeiane
-al sesto piano-. Una menzione particolare merita il parco circostante che è stato
arricchito da un'imponente fontana e completamente rivisitato tra il 1998 e il 2000. La
parte fronte lago del parco é formale e mantiene la configurazione originaria sugli stilemi del giardino all'italiana; mentre il resto del verde circostante è stato modellato con
forme più dolci, vicine alle tematiche dei giardini all'inglese: l'effetto dell'insieme rimanda alle suggestive atmosfere dell'Isola bella e dell'Isola Madre. Un uso sapiente di
mosaici, statue e sentieri tracciati è andato a formare piazze, punti focali e angoli più
appartati che sono vissuti dagli ospiti come un'estensione armoniosa degli spazi pubblici dell'albergo. Nell'inverno del 2004-2005 l'imponente ingresso gentilizio a lago è
stato impreziosito da un grande tappeto di mosaico a ciottoli e tessere di marmo policromo che, assieme alla fontana è diventato uno dei punti più fotografati dai turisti
durante la loro passeggiata sul lungolago di Stresa.
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24. Un'immagine aerea spettacolare del complesso alberghiero stresiano; sulla destra le nuove piscine.
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Oggi Il Grand Hotel Borromées rappresenta una realtà ben consolidata nel panorama dei 5 stelle lusso italiano; l'albergo dispone di 131 camere doppie, 25 junior suites, 5 camere singole e 11 suites tra cui la suite Hemingway, unica nel suo genere.
Tutte le camere sono dotate -tra l'altro-, di idromassaggio e connessione veloce ad
internet, gli ospiti possono usufruire di un eliporto privato, piscine e campo da tennis.
Grazie alla qualità dell'offerta e la professionalità dello staff il Grand Hotel Borromées
è stato prescelto come sede di riunioni che hanno avuto risonanza mondiale.
Il famoso centro benessere annesso all'albergo propone pacchetti per la cura del
corpo per soggiorni dai due ai sette giorni, guidati da un'equipe medica d'alto livello.
La zona offre inoltre la possibilità agli sportivi e non di praticare sport nautici, equitazione, e golf (7 campi nelle vicinanze). Per quanto riguarda le vie di comunicazione, la
realizzazione in questi anni dell'autostrada Voltri-Sempione e la creazione del nuovo
aeroporto di Malpensa hanno creato i presupposti ideali per rendere Stresa una meta
ancora più accessibile al turismo.
Soggiornare oggi al Grand Hotel Borromées significa poter apprezzare il fascino,
l'atmosfera, la magia di un passato ricco di storia e di tradizioni, godendo nel medesimo tempo di moderni comfort e di strutture all'avanguardia.
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25. La nuova prestigiosa Hemingway suite, unica nel suo genere.
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26. IIIº piano, galleria del barocco romano - un dettaglio.
27. Il parco d’inverno.
28. Ingresso hall - dettaglio vetrata.
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THE HISTORY
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STRESA: THE HISTORY. An illustrious and internationally-famous hotel such as the Grand Hôtel et des
Iles Borromées cannot be appreciated without knowing its history and of course that of Stresa too. In
1850, Goffredo Casalis under the heading “Stresa” wrote in his Dizionario geografico storico statistico
commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna that before the 15th century the village had remained
within the original bounds of the hill and that its expansion “towards the lake's shores occurred gradually
after that, and simple inspection of the buildings along the public Simplon shore reveals that most of
them are of recent construction”. The creation of the Simplon coast road, completed in 1807, made the
fortune of the town. Until then the north-western shore of Lake Maggiore had been difficult to reach
although those who did get to Stresa could not but be enchanted by scenery that, thanks to an enviable geographic position, is still without doubt the most fascinating of all Lake Maggiore. The opening of
the Simplon road started to encourage the passage of foreign travellers but in 1826 another major historic event, decisive for the growth of tourism on the lake, occurred: the first steam boat ploughed its
waters. Although the boat did not actually stop at the villages, its coming into service gave a considerable boost to the movement of people and things. In 1855 came the turn of the train: the railway line from
Turin and Genoa reached Arona, meeting up with the Simplon road. Stresa was at last beginning to
emerge from its isolation. In 1857 the duchess of Genoa purchased the 18th -century Villa Bolongaro
(where the philosopher Antonio Rosmini had spent the last years of his life) and her young daughter
Margherita, future queen of Italy, was always to remember her stays in Stresa. There was a growing
sense of holidays no longer bound, as in the previous century, to country residences and the running of
estates, but independent and devoted to the enjoyment of nature and the scenery.
THE HOTEL IS BORN. Until 1860 boats passed off Stresa without stopping, whereas they did call at the
Borromean islands. One of the most far-sighted operators in the rising tourist industry realised that the
future was on the coast: building in front of the islands a large hotel which would afford an unequalled
view and could accommodate a large number of visitors was a project destined for success. This opportunity was seen by a dynasty of hoteliers on Isola Bella, the Omarini family. Owners of the Albergo del
Delfino on the island, the members of this family had already worked in the sector in numerous foreign
countries and in some Italian cities. It was 1861, the year that saluted the new Kingdom of Italy. A building of prestige was constructed to a design by the architect Antonio Polli and turned Stresa into a resort
of primary importance. In 1863 the Grand Hôtel et des Iles Borromées greeted its first guests. A lithography marked “Stabilimento Colombi Bellinzona”, perhaps partly the fruit of fantasy and dated around
1862 (now kept in the Landscape Museum in Verbania), shows a three storey building with two terraces at the sides. In 1868 the building was already being extended with the construction of a new wing.
In the beginning the hotel was run by the Omarini family and by Giorgio Seyschab, an experienced operator in the sector that the five brothers had met in Florence. The hotel was visited by tourists from all
over Europe, mostly English, but also members of the German, Slav and French nobility. As well as aristocrats came representatives of the world of industry and finance. The crucial historic event that boosted tourism in Stresa once and for all was the construction of the Simplon railway line in 1906: all the
international trains now stopped at Stresa and luxury ones, such as the legendary Orient Express,
brought high class tourism to Stresa. The advertising of the time described the hotel thus: “Absolutely
first class - the closest to the Borromean islands. A huge park and garden with tennis and croquet - baggage registration - two lifts - central heating - garage for automobiles - sports - elegance - class - luxury
- suites with bath - grand lobby - French restaurant - American bar - orchestra”. The Great War was followed in the Twenties, by a sharp recovery and the name Grand Hôtel et des Iles Borromées became
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synonymous with society life. The hotel was also the scene of prestigious and internationally famous
events such as the Stresa Conference in 1935, but with the outbreak of the Second World war the hotel's business, although not interrupted under the guidance of the manager Barattini, suffered serious
repercussions. Occupied first by German troops and then by the Americans, at one point it was turned
into a military convalescent home. After a brief interlude between 1945 and 1946 when it housed the
short-lived Municipal Casino, the Des Iles came alive again and in a short time regained the supremacy
with tourists conserved to the present day.
THE GOLDEN BOOK OF ILLUSTRIOUS GUESTS. From the very first, high ranking guests have been
the rule in the hotel: Leopold II, King of Belgium, the renowned president of the French republic, Leon
Gambetta, King Charles of Luxembourg, the King of Sweden Oscar II, the Maharaja of Burdwan in
Bengal, the American bankers Vanderbilt, Carnegie, Rockefeller and Morgan. Famous names from the
world of culture and entertainment also came - Gabriele D'Annunzio and Eleonora Duse, Nobel prizewinner George Bernard Shaw. The guest book contains some true gems, such as a drawing made in
1985 by Renato Guttuso, a strange winged Pegasus drawn by the Nobel prize-winner John Steinbeck
in June 1952, Clark Gable's signature, a dedication left by Ernest Hemingway, who calls himself “an old
client” in brackets and one by Archibald Cronin. The list of famous guests is never-ending: the Fifties saw
the presence of Princess Margaret of England, the actor David Niven and Lady Nora Rocker, a multi-millionairess specialised in swimming “exhibitions” and who in that period, after an argument with the
Princess of Monaco, decided to move to the more tranquil waters of Lake Maggiore. The tradition of
famous names continues, as can be seen in today's guest book.
In the Thirties Stresa was the venue for two major international conferences that were to make European
history. The first, held from 5th to 20th September 1932 was chaired by the Frenchman George Bonnet
and attended by fifteen states. The second, held from 11th to 14th April 1935, was led by the prime
ministers of Italy, France, England i.e. Mussolini, Laval and McDonald. The diplomatic encounters took
place at Palazzo Borromeo, on Isola Bella, but the participants and the various delegations stayed at the
Hotel Des Iles Borromées. During those days the hotel was at the centre of world attention and many of
the photographs that appeared in the newspapers show the building.
THE GRAND HÔTEL IN LITERATURE. Numerous Italian and foreign writers have mentioned the Grand
Hôtel et des Iles Borromées in their works or simply used it as a basis for the setting of their story. The
first to name the hotel directly was René Tardiveau, pen name Boylesve, a French academician, who in
1898 published the novel Le parfum des Iles Borromées. The transalpine scholar had spent long periods
in the Hotel des Iles Borromées in the last ten years of the nineteenth century and the publication of his
book served to promote the hotel with the French public. The most famous novel that speaks of hotel
is, however, A Farewell to Arms by the American Nobel prize-winner Ernest Hemingway, published in
1929 and set partly in Stresa. After a short one-week stay in 1918 convalescing to recover from a war
wound sufferend on the Piave, Hemingway returned to Stresa in 1927, in 1948 and again in the Fifties.
He always stayed in room number 106, which no longer exists but was then a suite on the first floor, in
a central position and with a terrace overlooking the Borromean gulf. Photographs of the famous writer
remain, immortalised in the hotel bar and on a boat in the lake with the majestic silhouette of the Grand
Hôtel et des Iles Borromées in the background. He spoke of the hotel thus in his novel: “The Grand
Hôtel et des Iles Borromées [...] was very luxurious. I went down the long halls, down the wide stairs;
through the rooms to the bar. I knew the barman and sat on a high stool and ate salted almonds and
potate chips. The martini felt cool and clean”. This famous hotel was also described in a highly successful Italian novel, turned into a film, La stanza del Vescovo by Piero Chiara, set in 1946.
THE GRAND HOTEL DES ILES BORROMÉES TODAY. The history of the Grand Hotel Borromées continues: in 1990 the hotel was sold by CIGA (the historical but now defunct Compagnia Italiana Grandi
Alberghi) to SIALM (Società Alberghi Lago Maggiore). Right from the start the new owners took it upon
themselves to renovate the entire complex completely and to develop the potential of the famous
Centro Benessere adjoining the hotel. Through the years the public areas have been restored and the
rooms, bathrooms and the numerous meeting rooms have been refurbished. In spite of these numer-
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ous architectural interventions, the hotel is proud to bear the title locale storico d'Italia (historic site of
Italy). Great efforts have been made to preserve the architectural spirit of the period, yet at the same
time to integrate all the modern solutions necessary to offer comfort and convenience to the modern
traveller. The reconstruction of the corridors on the upper floors presented the opportunity to treat each
corridor thematically, inspired by historic Italian periods starting from the Florentine Renaissance on the
first floor to the ruins of Pompeii on the sixth floor. Particular mention should be made of the surrounding gardens, to which an imposing fountain has been added and which were completely revamped
between 1998 and 2000. The gardens facing the lake are formal and maintain the original layout, displaying the style of a typical Italian garden, whereas the rest of the surrounding vegetation has been
modelled on less formal lines similar to the themes of the English garden. The effect of the whole
evokes the atmosphere of the Isola Bella and the Isola Madre. Harmonious surroundings have been
created for the visitor in the public gardens of the hotel by the skilful use of mosaics, statues and paths
which form small squares, focal points and secluded nooks. In the winter of 2004/2005 the imposing
and aristocratic lake-side entrance was greatly enhanced by the addition of a large polychrome paving
of pebble mosaic and marble, giving the effect of an exquisite carpet. This, together with the fountain,
has become one of the most photographed features by passing tourists taking their passeggiata on
the lake front of Stresa. Today the Grand Hotel Borromées is well-established and well-known among
the five star deluxe hotels in Italy: there are 131 double rooms, 25 junior suites, 5 single rooms and 11
suites among which is the unique Hemingway suite. Among other facilities, all the rooms have hydromassage and fast internet connection. In addition, visitors have access to a private heliport, swimming
pool and tennis courts. Because of the high standards, and professional staff, the Grand Hotel
Borromées has been chosen for conferences and meetings with international resonance. The famous
Centro Benessere attached to the hotel offers health packages for periods ranging from two to seven
days and led by a high standard medical team. For sport fans the Stresa area also offers the possibility of practising nautical sports, horse riding and golf (a seven hole course is located nearby). With
regard to infrastructure, the completion of the autostrada Voltri-Sempione and the construction of the
new Malpenza airport in the last years have made Stresa an ideal centre now easily accessible to
tourists. Today, staying at the Grand Hotel Borromées means that the visitor can appreciate the fascination, the atmosphere and the magic of a heritage rich in history and traditions, while simultaneously
enjoying modern comforts.
PICTURES OF THE GRAND HÔTEL ET DES ILES BORROMÉE
1. Map of Lake Maggiore taken from an 1872 guide book.
2. Stresa in the 1870s.
3. Palazzo Borromes in a late 18th -century engraving.
4. Period poster advertising the Grand Hôtel et des Iles Borromées.
5. Picture postcard showing the first automobiles on the Stresa shoreline.
6. The Italian gardens on Isola Bella in an engraving of 1891.
7. An 1862 lithography kept in the Landscape Museum in Verbania.
8. A rare photograph of the hotel taken in or around 1870.
9. Another historic photograph dating from the beginning of the century.
10. Detail taken from the tourist information paper Thermes.
11. Second generation Omarini family group.
12. A letter written in 1912 by Romeo Omarini on the restructuring works.
13. Drawing by Renato Guttuso in the hotel's golden book.
14. Guests' signatures: from the top, Steinbeck,Hemingway and Clark Gable.
15. The hotel's golden book with the guests' signatures.
16. The writer and Nobel prize-winner Ernest Hemingway at the table in the bar.
17.18. Period photographs of the tennis courts and miniature golfcourse.
19. The exterior of the hotel between the two wars with the Italian name on the sign.
20. A popular picture postcard showing an unusual view.
21. Ernest Hemingway fishing on the lake in front of the hotel.
22. The cover of Le parfum des Iles Borromées, a book given to the hotel by Michel Précoul.
23. An old view of Stresa in a turn-of-the century postcard.
24. A spectacular aerial view of the Stresa hotel complex.
25. The unique and prestigious new suite.
26. 3rd Floor, roman baroque gallery - a detail.
27. The park in winter.
28. Front entrance to the lobby - detail.
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L’ H I S T O I R E
STRESA: L'HISTOIRE. Pour apprécier à fond un hôtel illustre et célèbre dans le monde entier comme le
Grand Hôtel et des Iles Borromées il faut connaître son histoire et, naturellement, celle de Stresa. En
1850 Goffredo Casalis écrivait dans son Dictionnaire Géographique historique statistique commercial
des Etats de S.M. le Roi de Sardaigne, à l'article “Stresa”, que, de ses origines au XVe siècle, le bourg
était recueilli sur la colline et ne s'étendit que “progressivement par la suite vers les rives du lac; un simple coup d'oeil aux bâtiments situés le long de la rive publique du Simplon montre bien que la plupart
de ceux-ci sont de construction récente.” La réalisation de la route riveraine du Simplon, terminée en
1807, changea le sort de cette petite ville. Il était jusqu'alors plutôt difficile de gagner la rive nord-ouest
du lac Majeur, mais, une fois atteinte, Stresa et le paysage alentour étaient si beaux qu'ils ne manquaient
pas de couper le souffle. Une position géographique particulièrement favorable en font encore aujourd'hui l'endroit le plus fascinant de tout le Lac Majeur. Et si l'ouverture de la voie du Simplon favorisa certes le passage des voyageurs étrangers, en 1826 un autre évènement historique marqua le développement touristique du Lac: le premier bateau à vapeur. Il ne touchait pas directement les villages, mais son
avènement donna une nette impulsion à la circulation de personnes et de biens. En 1855 ce fut le tour
du train: de Turin et de Gênes, la voie ferrée venait terminer à Arona où elle rejoignait la route du Simplon.
Stresa commençait enfin à sortir de son isolement. En 1857 la Duchesse de Gênes acheta la villa
Bolongaro, du XVIIIe siècle, où le philosophe Antonio Rosmini avait vécu ses dernières années.
Marguerite, fille de la Duchesse et future reine d'Italie, conserva toujours le souvenir de ses séjours à
Stresa. Une nouvelle conception de la villégiature s'affirmait doucement, non plus liée comme au siècle
précédent à la villa de campagne et à la conduite d'éventuels fonds agricoles, mais autonome et consacrée simplement à la jouissance de la nature et de la beauté du paysage.
LA NAISSANCE DE L'HÔTEL. Jusqu'en 1960 les bateaux passaient au large de Stresa pour ne faire
halte qu'aux Iles Borromées. Mais un opérateur astucieux de la naissante industrie touristique comprit
que l'avenir se trouvait sur la côte. Il fallait construire devant les îles un hôtel avec une vue imprenable
en mesure d'accueillir un grand nombre de visiteurs. Une dynastie d'hôteliers de l'Isola Bella, les Omarini,
entrevirent cette opportunité. Propriétaires sur l'île de l'Hôtel del Delfino, les membres de cette famille
avaient déjà travaillé dans le même secteur dans de nombreux pays étrangers et dans quelques villes
italiennes. L'année 1861 saluait la naissance du Royaume d'Italie. D'après un dessin de l'architecte
Antonio Polli un édifice prestigieux transforma Stresa en un centre touristique de première importance.
L'Hôtel des Iles Borromées accueillit ses premiers visiteurs en 1863. Une lithographie portant la marque
de l' “Etablissement Colombi de Bellinzona”, peut-être en partie fruit de la fantaisie et datée aux alentours de 1862 (conservée actuellement au Musée du Paysage de Verbania), montre un édifice à trois
étages avec deux terrasses sur les côtés. Mais dès 1868 une nouvelle aile fut construite pour agrandir
le bâtiment. Les cinq frères Omarini géraient l'hôtel avec Giorgio Seyschab, un opérateur de ce secteur
fort habile qu'ils avaient connu à Florence. Les hôtes provenaient de toute l'Europe, beaucoup d'Anglais,
mais aussi des nobles allemands, slaves et français. Enfin, les représentants du monde industriel ou
financier n'étaient pas moins nombreux. L'impulsion décisive au tourisme de Stresa fut la réalisation en
1906 de la ligne des chemins de fer du Simplon. Tous les trains internationaux s'arrêtaient désormais à
Stresa, et les plus luxueux, comme le légendaire Orient Express, y faisaient affluer la fine fleur de la
société internationale. Voici le message publicitarie de l'époque: “De toute première catégorie - le plus
proche des îles Borromées. Un parc et un jardin immenses avec Tennis et Croquet - Enregistrement des
bagages. Deux ascenseurs - Chauffage central - Garage pour les automobiles - Sport - Elégance Finesse - Luxe - Appartements avec salle de bains - Vestibule grandiose - Restaurant Français - Bar
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Américain - Orchestre”. Au cours des années vingt, la reprise fut nette après le marasme de la Grande
Guerre, et le Grand Hôtel de Iles Borromées devint synonyme de mondanité. Des évènements prestigieux et célèbres dans le monde entier se tinrent à l'hôtel, comme la Conférence de Stresa en 1935.
Mais le second conflit mondial replongea l'activité du Grand Hôtel dans les jours sombres, malgré la
conduite résolue du directeur Barattini. Occupé tout d'abord par les troupes allemandes et américaines
par la suite, il fut également transformé en maison de convalescence militaire. Une parenthèse fugace
le transforma en 1945-46 en l'éphémère Casino Municipal, après laquelle le Des Iles reconquis très vite
la suprématie touristique qu'il conserve encore de nos jours.
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LE LIVRE D'OR DES HÔTES ILLUSTRES. Les hôtes de haut rang ont toujours été, dès ses premières
années d'activité, les clients habituels de l'hôtel. Le roi Léopold II de Belgique, le célèbre président de
la République Française Léon Gambetta, le roi Charles du Luxembourg, le roi Oscar II de Suède, le
Maharadjah de Burdeven au Bengale, les financiers américains Vanderbilt, Carnegie, Rockfeller, Morgan.
Sans compter les personnages de la culture et du spectacle comme Gabriele D'Annunzio et Eleonora
Duse, ou le Prix Nobel George Bernard Shaw. Le livre d'or des hôtes contient de véritables trésors
comme un dessin de 1985 de Renato Guttuso, un étrange Pégase ailé dessiné par le prix Nobel John
Steinbeck en Juin 1952, l'autographe de Clark Gable, la dédicace d'Ernest Hemingway, qui se définit
entre parenthèses un “vieux client”, et celle d'Archibald Cronin. Le chapitre des hôtes célèbres est
immense: pendant les années cinquante la princesse Margareth d'Angleterre, l'acteur David Niven et
lady Nora Rocker y séjournèrent. Cette dernière, une milliardaire spécialisée en “exhibitions” nautiques,
avait préféré, après un différend avec les princes de Monaco, se retirer sur les eaux plus tranquilles du
Lac Majeur. Mais la tradition des personnages célèbres continue encore de nos jours, comme le témoigne l'actuel registre des signatures. Deux importantes conférences internationales, décisives pour l'histoire de l'Europe, se tinrent à Stresa pendant les années trente. La première, à laquelle participèrent
quinze états, se déroula du 5 au 20 septembre 1932 et fut présidée par le français Georges Bonnet.
La seconde, du 11 au 14 avril 1935, fut conduite par les premiers ministres d'Italie, de France et
d'Angleterre, soit Mussolini, Laval et McDonald. Les rencontres diplomatiques eurent lieu au palais
Borromeo, sur l'Isola Bella, mais les participants et les délégations logèrent à l'Hôtel des Iles Borromées
qui se trouva alors au centre de l'attention du monde entier, photographié sur plusieurs journaux de plusieurs pays.
LE GRAND HÔTEL DANS LA LITTERATURE. Le Grand Hôtel et des Iles Borromées fut souvent cité dans
les pages de nombreux écrivains italiens et étrangers, devenant parfois théâtre d'un ouvrage. René
Tardiveau, dit Boylesve, académicien de France, fut le premier à citer directement le nom de l'hôtel dans
son roman Le parfum des Iles Borromées publié en 1988. Il avait longuement séjourné à l'Hôtel des Iles
Borromées ces années-là, et la publication de son livre créa une excellente propagande pour l'hôtel
auprès du public français. Mais le roman le plus célèbre qui parle de l'hôtel est L'adieu aux armes du
prix Nobel américain Ernest Hemingway, publié en 1929 et situé en grande partie à Stresa. Après un
bref séjour d'une semaine en 1918, convalescent après avoir été blessé en guerre sur le Piave,
Hemingway revint à Stresa en 1927, 1948 et pendant les années cinquante. Il logeait toujours au Des
Iles dans la chambre 106, qui n'existe plus aujourd'hui, mais qui était alors une suite au premier étage
en position centrale avec une grande terrasse s'ouvrant sur le golfe Borromée. Il reste quelques photos
célèbres du grand écrivain américan au bar de l'hôtel ou en bateau sur le lac devant la silhouette majestueuse du Grand Hôtel et des Iles Borromées. Voici comment l'hôtel est cité dans le roman: “Le Grand
Hôtel et des Iles Borromées [...] était très luxueux. Je parcourus les longs couloirs, descendis les vastes
escaliers, traversai les salons jusqu'au bar. Je connaissais le barman et je m'assis sur un tabouret haut
grignotant des amandes salées et des pommes chips. Le Martini était frais et propre”.
Cet hôtel historique est enfin décrit dans un roman italien à succès, adapté au cinéma, La chambre de
l'évèque de Piero Chiara, situé en 1946. L'histoire et l'évolution du Grand Hôtel des Iles Borromées sont
loin d'être finies: en 1990 l'hôtel a été vendu par CIGA (l'ancienne et fameuse société d'hôtel de luxe italiens) à SIALM (Societé Italienne des Hôtels du Lac Majeur). Dés le début la nouvelle gestion s'est donné
comme objectif la restructuration complète du bâtiment et du Centre de Remise en Forme y compris.
Une année après l'autre, les locaux publiques, les chambres, les salles des bains et les salles de réu-
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nion ont étés entièrement remis a neuf.L'hôtel est membre l'association des Locaux Historiques Italiens
donc, malgré l'importance des restructurations, grands soins ont été pris pour sauvegarder l'esprit de
l'architecture originelle tout en intégrant les conforts nécessaires aux voyageurs modernes. Les couloirs
ont été transformés en galeries à thème inspirées aux époques de l'architecture Italienne: en partant du
sixième étage dont les décors s'inspirent à l'ancienne Pompéi, on arrive au premier étage, décoré selon
le style de la Renaissance Florentine. Le parc autour de l'hôtel à été remodelé entre 1998 et 2000 et
est enrichi par des exemplaires d'arbres pluri centenaires et une imposante fontaine décorée avec une
statue classique en marbre blanc. La portion du parc face au lac garde le caractère italien de la conception originale, le reste à été remodelé selon les lignes plus douces du jardin à l'Anglaise; l'ensemble
de l'aménagement paysager rappelle fortement l'atmosphère suggestive des jardin des Iles Madre et
Bella. Une savante utilisation de mosaïques, statues en pierre et senties à formé des point de rencontre, ou des coins plus privés qui les clients utilisent comme un prolongement des espaces publiques
de l'hôtel. Pendant l'hiver 2004-2005 l'imposante entrée à été enrichie par un grand tapis en mosaïque
en cailloux et marbres polychromes; avec la fontaine du parc, l'entrée est devenue un des point les plus
photographiés par les touristes sur la promenade de Stresa.
Aujourd'hui le Grand Hôtel des Iles Borromées est positionné de bon droit parmi les meilleurs 5 étoiles
luxe Italiens: il dispose de 131 chambres doubles, 5 chambres individuelles, 25 suites junior et 11 suites dont la suite Hemingway, unique dans son gendre. Toutes les chambres sont équipées -entre autred'hydro massage et connexion rapide à Internet, les clients ont à leur disposition un héliport privé, deux
piscines et un court de tennis. Grâce à qualité de son offre et le haut niveau professionnel de son staff,
le Grand Hôtel des Iles Borromées est souvent choisi comme siège de réunions d'importance mondiale. Le centre de bien-être avec piscine couverte propose des séjours de un à 7 jours pour les soins du
corps coordonnés par une équipe médicale de très haut niveau. Sports nautiques, équitation et golf
(avec un choix de 7 terrains) peuvent être pratiqués près de l'hôtel.
L'autoroute Voltri-Simplon, terminée depuis quelques années, et le nouvel aéroport de Milano, Malpensa
2000, améliorent ultérieurement le développement des activités touristiques et l'accessibilité de la
région. Un séjour au Grand Hôtel des Iles Borromées permet d'apprécier le charme, l'atmosphère, la
magie d'un passé riche d'histoire et de traditions tout en jouissant des conforts les plus modernes et de
structures d'avant garde.
LES IMAGES DU GRAND HÔTEL ET DES ILES BORROMÉES
1. Carte du lac Majeur tirée d'un guide de 1872.
2. Image de Stresa pendant les années soixante-dix du XIXe siècle.
3. Le Palais Borromée dans une gravure de la fin du XIXe siècle.
4. Affiche publicitaire d'époque du Grand Hôtel et des Iles Borromées.
5. Carte postale illustrée qui montre les premières automobiles sur la promenade le long du lac à Stresa.
6. Le jardin à l'italienne sur l'Isola Bella dans une gravure de 1891.
7. Lithographie de 1862 conservée au Musée du Paysage de Verbania.
8. Une photo rare de l'hôtel datant de 1870 environ.
9. Une autre photo historique, des premières années du XXe siècle.
10. Détail tiré du journal d'informations touristiques “Thermes”.
11. Groupe de famille de la seconde génération des Omarini.
12. Lettre datée 1912 de Romeo Omarini sur les travaux de restructuration.
13. Dessin de Renato Guttuso sur le livre d'or du Des Iles.
14. Autographes d'hôtes: de haut en bas, Steinbeck, Hemingway et Clark Gable.
15. Le livre d'or de l'hôtel avec les signatures des hôtes.
16. L'écrivain prix Nobel Ernest Hemingway au bar de l'hôtel.
17.-18. Photos historiques du court de tennis et du minigolf.
19. L'extérieur de l'hôtel entre les deux guerres avec le nom italien sur la plaque.
20. Carte postale illustrée très diffusée, avec une perspective curieuse.
21. Ernest Hemingway à la pêche devant le Grand Hôtel.
22. La couverture de Le parfum des Iles Borromées, livre offert à l'hôtel par Michel Précoul.
23. Un aperçu de Stresa dans une carte postale du début du XXe siècle.
24. Une image aérienne spectaculaire de tout le complexe de l'hôtel de Stresa.
25. La nouvelle suite prestigieuse, unique dans son genre.
26. 3ème étage, galerie du baroque romain - un détail.
27. Le parc en hiver.
28. Entrée hall – Détail.
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DIE GESCHICHTE
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STRESA: DIE GESCHICHTE. Man Kann ein berühmtes Hotel mit internationalem Ruf wie das Grand
Hôtel et des iles Borromées nicht wirklich schätzen, solange man sein Geschick un die Geschichte von
Stresa nicht kennt. Im jahre 1850 schrieb Goffredo Casalis in seinem “Geografisches geschichtliches
statistisches und commerzielles Lexikon der Staaten Seiner Majestät dem König von Sardinien” unter
dem Stichwort “Stresa”, dass bis zum 15. Jh. Der Flecken innerhalb derursprünglichen Grenzen am
Fuße der Hügel lag und dass die Ausbreitung “bis an das Seeufer nach Jener Epoche allmählich erfolgte und dass bei einer einfachen Betrachtung der Bauten längs der öffentlichen Simplonstraße bemerkt
wird, dass der größere Teil von ihnen jüngster Erbauung ist”. Die Anlage der Uferstraße des Simplons
wurde im Jahre 1807 beendet und schuf die Zukunft des Städtchens. Bis zu jener Zeit war das nordwestliche Ufer des Verbanosees schwer zu erreichen gewesen, doch wer nach Stresa kam, konnte
nicht vermeiden von der Landschaft eingefangen zu werden, die auch heute noch, dank ihrer beneidenswerten geografischen Lage bestimmt die berückensten des sesamten Lago Maggiore verbleibt.
Die Öffnung der Straße zum Simplonpaß brachte den Beginn der Zunahme der ausländischen
Reisenden mit sich, und das Jahr 1826 verzeichnete ein weiteres wichtiges Ereignis fürdie Entwicklung
des Fremdenverkehrs: das erste Dampfschiff begann die Gewässer des Verbanosees zu durchfurchen.
Auch wenn das Schiff die Ortschaften nicht direkt anlief, so brachte es doch einen beträchtlichen
Aufschwung für den Verkehr an Menschen und Gütern. Im Jahr 1855 folgte die Eisenbahn: die Strecken
von Turin und Genua endeten in Arona und schafftenden Anschluß an die Simplonstraße. Stresa begann
endlich aus seiner Abeschlossenheit heraus zu treten. Die Villa Bolongaro aus dem 18. Jh., in welcher
der Philosoph Antonio Rosmini seine letzen Lebensjahre verbracht hatte, wurde 1857 von der Herzogin
von Genua erworben und ihre Tochter Margherita, die spätere Königin Italiens, bewahrte stets eine schöne Erinnerung an ihren Aufenthalt in Stresa.
Die Vorstellung des Urlaubs der früheren Jahrhunderte, gebunden an den Besitz eines Landhauses und
die Leitung der Landgüter, wurde abgelöst durch eine freie, autonome Einstellung, ausgerichtet auf den
einfachen Genuß der Natur und der Landschaft.
DIE ENTSTEHUNG DES HOTELS. Bis 1860 hielten sich die Schiffe von Stresa landab, um an den
Borromeischen Inseln anzulegen. Ein weiblickender Unternehmer der entstehenden Touristik verstand,
dass die Zunkunft auf der Festlandsküste lag mit der Entstehung eines großen Hotels gegenüber den
Inseln, mit einer unvergleichbaren Aussicht, und das in der Lage war, eine große Anzahl Gäste aufzunehmen, dass es ein von Erfolg gekröntes Vorhaben sein würde. Die Gelegenheit dazu wurde
Wahrgenommen von der Familie Omarini, eine Dynastie von Hoteliers der Isola Bella, Inhaber des Hotels
Delfino. Die Mitglieder der Familie waren bereits in der gleichen Branche in vielen Ländern des Auslands
und in einigen italienischen Städten beschäftigt gewesen. Es war das Jahr 1861, das Jahr der
Gründung des Königreiches Italien. Nach den Bauplänen des Architekten Antonio Polli wurde ein eindrucksvolles Gebäude errichtet, das aus Stresa ein touristisches Zentrum ersten Ranges entwickelte. Im
Jahre 1863 beherbertge das Grand Hôtel et des Iles Borromées die ersten Urlauber. Eine Lithographie
mit der Beschrifung “Baustelle Colombi aus Bellinzona” mit dem Datum 1862 (gegenwärtig im
Landschaftsmuseum von Verbania aufbewahrt), wahrscheinlich teilweise auf Fantasie beruhend, zeigt
ein Gebäude mit drei Stockwerken und zwei Terrassen auf den Seiten. Doch bereits 1868 wurde das
Gebäude durch den Bau eines neuen Flügels erweitert. Anfangs wurde das Hotel von den Omarini und
von Giorgio Seyschab geleitet, einem tüchtigen Unternehmer, den die fünf Brüder Omarini in Florenz
kennen gelernt hatten. Besucher des Hotels waren Touristen aus allen Ländern Europas, Engländer in
großer Zahl, doch auch Vertreter des deutschen, slawischen, französischen Adelstandes, und fehlten
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auch nicht Persönlichkeiten der Industrie und des Finanzwesens.
Ein weiteres entscheidendes Ereignis für den Aufschwung des Fremdenverkehrs war die Eröffnung der
Eisenbahnstrecke des Simplons, die 1906 stattfand: die internationalen Züge machten in Stresa Station,
und Luxuszüge wie der mythische Orient Express führte eine Elite nach Stresa.
Die Werbung des Hotels besagte seinerzeit: “Allerersten Ranges - nahe an den Borromeischen Inseln
gelegen - großer Park und Garten mit Tennis- und Croquetanlage - Gepäckaufbewahrung - zwei
Fahrstühle - Zentralheizung - Autogarage - Sport - Eleganz - Feinheit - Luxus - Suites mit Baderaum grandiöse Halle - Französisches Restaurant .- American Bar - Orchester”.
Nach dem Weltkrieg, in den zwanziger Jahren, wurde ein spürbarer Aufstieg verzeichnet und der Name
des Grand Hôtel et des Iles Borromées wurde synonym von Mundanität. Das Hotel war auch Schauplatz
gewichtiger Ereignisse internationalen Rufes, wie die Konferenz von Stresa des Jahres 1935. Der
Ausbruch des zweiten Weltkrieges führte unter der Leitung des Direktors Barattini, wenn nicht zur
Unterbrechung, doch zur einschränkung der Tätigkeiten. Das Hotel wurde zuerst durch die deutsche
Wehrmacht besetzt, anschließend von der amerikanischen in ein militärisches Erholungsheim umgewandelt. Nach einer kurzen Zwischenperiode zwischen 1945 und 1946, als vorübergehnder Sitz eines
Spielcasinos, kehrte das Hotel schnell wieder zur führenden touristischen Stellung zurück, die sie noch
heute einnimmt.
DAS GOLDENE BUCH DER PROMINENTEN GÄSTE. Seit der Eröffnung des Hotels sind hochrangige
die Norm gewesen: Leopold II, König del Belgier, der berühmte Saatspräsident der französischen republik Léon Gambetta, König Karl von Luxenburg, der König von Schweden Oscar II, der Maharaja von
Burdevan in Bengalen, die amerikanischen Finanziers Vanderbilt, Carnegie, Rockefeller, Morgan, sowie
Persönlichkeiten der Kultur und des Schauspiels wie Gabriele D'Annunzio und Eleonora Duse, der
Nobelpreisträger Goergo Berbard Shaw. Das Gästebuch enthält auch wirkliche Kunstschätze, wie eine
Zeichnung von Renato Guttuso aus dem Jahre 1985, ein eigenartiger berflügelter Pegasus gezeichnet
vom Nobelpreisträger John Steinbeck aus dem Juni 1952, die Unterschrift von Clark Gable, die
Widmung von Ernest Hemigway, in der er sich einen "alten Kunden" nennt, und die von Archibald
Cronin. Das Kapitel der berühmten Gäste ist umfangreich. In den 50er Jahren gastierten die Prinzessin
Margareth von England, der Schauspieler David Niven und Lady Nora Rocker, milionenreiche Spezialistin
in nautischen Vorführungen, die nach einem Streit mit den Fürsten von Monaco es vorzog, zu den ruhigeren Gewässern des Verbano überzusiedeln. Die Tradition der berühmten Persönlichkeiten wird auch
heute noch fortgesetzt, wie das gegenwärtige Gästebuch nachweist.
In den 30er Jahren hat Stresa im Mittelpunkt von zwei für die europäische Geschickte wichtigen internationalen Konferenzen gestanden. Die erste, vom 5. bis 20. September 1932, unter Leitung von
Georges Bonnet mit der Teilnahme von 15 Staaten. Die zweite, vom 11. Bis 14. April 1935, unter der
Leitung der Ministerpräsidenten von Italien, Frankreich, England, und zwar Mussolini, Laval und
McDonald.
Die diplomatischen Treffen fanden im Palazzo Borromeo auf der Isola Bella statt, während die
Delegationen und das Gefolge im Hotel des Iles Borromées abgestiegen war. Das Hotel stand in jener
Zeit im Mittelpunkt der Aufmerksamkeit der gesamten Welt, zahlreich sind die Aufahmen des Gebäudes,
die in den Zeitungen vieler Länder erschienen.
DAS HOTEL IN DER LITERATUR. Zahlreich sind die italienischen und ausländischen Schriftsteller, die in
ihren Schriften das Grand Hôtel et des Iles Borromées erwähnt haben, oder einfach nur Anregung für
die Handlungen ihrer Werke gezogen haben. Der erste, der direkt den Namen des Hotels nannte, war
René Tardiveau auch Boylesve genannt, französischer Akademiker, der 1898 den Roman Le parfum des
Iles Borromées herausgab. Der Schriftsteller hatte lange Zeit im letzten Jahrzehnt des vorigen
Jahrhunderts im Hotel des Iles Borromées gewohnt. Sein Buch diente dem Hotel als Werbung beim
französischem Publikum.
Der berühmteste Roman, der das Hotel deutlich erwähnt bleibt jedoch A farewell to Arms des amerikanischen Nobelpreisträgers Ernest Hemingway, 1929 erschienen, dessen Handlung sich in Stresa
abspielt. Nach einem Aufenthalt von einer Woche im September 1918, um sich von einer in der
Schlacht am Piave zugezogenen Wunde zu erholen, kehrte Hemingway in den Jahren 1927, 1948 und
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den 50er nach Stresa zurück und logierte immer im Des Iles im Zimmer 106, das heute nicht mehr
besteht, aber das seinerzeit als Suite angeordnet war, sich im ersten Stock in zentraler Stellung befand,
mit Terrasse mit Blick auf den Golf.
Von dem großen Schriftsteller verbleiben einige sehr bekannte Aufnahmen, die ihn in der Hotelbar abbilden und im Boot aud dem See mit im Hintergrund das majestätische Gebäude des Grand Hôtel et des
Iles Borromées. In seinem Roman heißt es "Das Grand Hôtel et des Iles Borromées ist sehr luxuriös. Ich
durchlief lange Flure, stieg die breiten Treppen hinab, durchquerte die Säle bis zur Bar. Ich kannte den
Barmann und setzte mich auf einen hohen Hocker und genoß Salzmandeln und Chips. Der Martini war
frisch und sauber zubereitet".
Das Hotel ist auch in einem italienischem erfolgreichem Roman beschrieben, der sich im Jahre 1946
abwickerlt, auch auf die Leinwand übertragen wurde: Das Zimmer des Bischofs von Piero Chiara.
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DAS GRANDHOTEL DES ILES BORROMÉES HEUTE Die Geschichte des Grandhotels Borromées ist
weit entfernt davon zu Ende zu gehen: Als 1990 die Gesellschaft SIALM (Società Alberghi Lago
Maggiore) das Hotel von der alteingesessenen und mittlerweile aufgelösten CIGA (Compagnia Italiana
Grandi Alberghi) übernahm, stand bereits fest die gesamte Hotelanlage einer Komplettrestauration zu
unterziehen, sowie das berühmte Centro Benessere, das dem Komplex angegliedert ist, aufzuwerten.
Jahr für Jahr wurden so die öffentlichen Räume restauriert, Zimmer, Bäder und eine Vielzahl von
Tagungsräumen, neu eingerichtet. Das Hotels kann sich des Wappens, der „historischen Räumlichkeit
Italiens“ rühmen. Trotz der schwerwiegenden Eingriffe wurden große Anstrengungen unternommen den
architektonischen Geist der Epoche vollständig zu bewahren aber trotzdem die modernen Lösungen zu
integrieren die nötig sind, den Aufenthalt des modernen Reisenden angenehm zu gestalten. Die
Restrukturierung der Korridore der oberen Geschosse gab Gelegenheit Gemäldegalerien einzurichten,
die Themen der italienischen Zeitgeschichte wiedergeben, von der florentinischen Renaissance - im
ersten Geschoss - bis zu den pompeiischen Spuren -im sechsten Geschoss-. Besondere Erwähnung
verdient der umgebende Park, der durch einen imposanten Springbrunnen bereichert und zwischen
1998 und 2000 vollständig erneuert wurde. Der Teil zum See hin ist formal und bewahrt die ursprüngliche Konfiguration der Stilelemente italienischer Gärten, während der restliche Teil des Grüns zu weicheren Formen modelliert wurde, in Annäherung an die englischen Gärten: Die Gesamtwirkung erinnert an
die suggestive Atmosphäre der Inseln Isola bella und Isola Madre. Der gekonnte Umgang mit Mosaiken,
Statuen und Wegen, die in Plätze münden sowie zurückgenommene Winkel werden vom Gast als harmonische Erweiterung der Gemeinschaftsräume des Hotel empfunden. Während des Winters 20042005 wurde der imposante, einladende Haupteingang zur Seeseite durch einen Mosaikteppich aus
Steinen und policromen Marmorplättchen bereichert, der zusammen mit dem Springbrunnen zu den
beliebtesten Fotoobjekten bei Touristen während ihrer Spaziergänge am See in Stresa avancierte. Heute
stellt das Grandhotel im Ambiente der italienischen 5-Sterne Luxushotels eine feste Größe dar; es bietet 131 Doppelzimmer, 25 Juniorsuiten, 5 Einzelzimmer und 11 Suiten unter denen sich die Suite
Hemingway befindet, einzigartig in dieser Art. Alle Räume sind ausgestattet -unter anderem- mit
Hydromassage und schneller Internetanbindung. Des weiteren stehen dem Gast ein privater
Hubschrauberlandeplatz zur Verfügung, Schwimmbäder und Tennisplätze.
Wegen der Qualität seines Angebots und der hohen Professionalität seiner Mitarbeiter wurde das Grand
Hotel Borromées als Ort für Versammlungen von weltweiter Bedeutung gewählt.
Das berühmte, dem Hotel angegliederte Centro Benessere, bietet Pakete für Körperkuren bei
Aufenthalten von zwei bis sieben Tagen, geleitet von einer Equipe von Ärzten von hohem Niveau.
Außerdem bietet sich in der Umgebung die Möglichkeit zum Wassersport, Reiten und Golf (7 Plätze ).
Die Verkehrsanbindung an die Autobahn Voltri-Simplon und der neue Flughafen Malpensa haben die
Voraussetzungen geschaffen, Stresa noch bequemer für den Tourismus erreichbar zu machen.
Heute im Grand Hotel Borromées zu wohnen, bedeutet, die Faszination, die Atmosphäre und die Magie
vergangener Zeiten, reich an Geschichte und Tradition, zu geniessen und gleichzeitig Komfort und
Angebot der Avantgarde in Anspruch nehmen zu können.
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DIE ABBILDUNGEN DER GESCHICHTE DES GRAND HôTEL ET DES ILES BORROMEES
1. Landkarte des Lago Maggiore aus einem Reiseführer von 1872.
2. Ansicht von Stresa in den 70er Jahren des 19. Jahrhunderts.
3. Palazzo Borromeo auf einem Stich des 19.Jahrhunderts.
4. Epochales Werbeplakat des Grand Hôtel et des Iles Borromées.
5. Ansichtskarte mit den ersten Autos auf der Uferstraße von Stresa.
6. Garten nach italienischem Stil auf der Isola Bella auf einem Stich von 1891.
7. Lithodruck von 1862 im Museo del Paesaggio in Verbania aufbewahrt.
8. Ein seltenes Foto des Hotels um das Jahr 1870.
9. Ein weiteres historisches Foto, aufgenommer Anfang des 20. Jahrhunderts.
10. Ausschnitt aus der "Thermes", informative Zeitschrift für den Fremdenverkerhr.
11. Gruppenaufnahme der zweiten Generation der Omarini.
12. Brief von Romeo Omarini aus dem Jahr 1912 über den Umbau.
13. Zeichnung von Renato Guttuso im goldenen Gästebuch des Hotels.
14. Unterschriften der Gäste: Steinbeck, Hemingway und Clark Gable.
15. Das goldene Gästebuch des Hotels mit Unterschriften.
16. Der Schriftsteller und Nobelpreisträger Ernest Hemingway an der Hotelbar
17.-18. Historische Fotos des Tennisplatzes und des Minigolfs.
19. Außenansicht des Hotels zwischen den zwei Weltkriegen mit italienischem Schild.
20. Sehr verbreitete Ansichtskarte, mit seltener Perspektive.
21. Ernest Hemingway beim Fischen auf dem See vor dem Hotel.
22. Das Titelblatt von Le parfum des Iles Borromées, dem Hotel vermachtes Buch von Michel Précoul.
23. Teilansicht von Stresa auf einer Ansichtskarte vom Angand des 20.Jahrhunderts.
24. Ein schöner Hotelsaal mit Blick auf den Park.
25. Die neue herrschaftliche Suite, einzigartig in der Gestaltung.
26. 3° stock – Römer Barock Galerie - Ein Detail.
27. Das Park im Winter.
28. Lobby Eingang - Ein Detail.
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GRAND HOTEL DES ILES
BORROMEES
L
Grand Hotel et des Iles Borromées - C.so Umberto I, 67 - 28838 Stresa - VB - Italia
Tel. + 39 0323 938 938 - Fax +39 0323 324 05 - e.mail: [email protected] - www.borromees.it

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